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Le banche europee fanno i conti con guerra e inflazione, lente su cedole
Si guarda ai livelli di patrimonializzazione, la liquidità rimane solida
Le banche europee guardano con grande attenzione all'evoluzione della guerra in Iran con l'impatto sull'economia e sull'inflazione. Uno scenario che crea preoccupazione dopo che già nel primo trimestre gli istituti di credito hanno registrato una flessione del coefficiente di patrimonializzazione. Rimane stabile, invece, la qualità dei crediti. Il coefficiente di patrimonializzazione delle banche (Cet1), secondo l'analisi di Bloomberg Intelligence sulla base delle trimestrali, nei primi tre mesi dell'anno è sceso al 14,8%, anche per effetto dei consistenti riacquisti di azioni proprie. In questo contesto gli istituti di credito e le autorità di vigilanza "continueranno a valutare le linee guida sul capitale anche perchè il profilo di rischio delle banche è sensibile a un rallentamento economico e a un aumento dell'inflazione", spiegano gli analisti. Questo scenario potrebbe portare le banche a riconsiderare i piani per la distribuzione dei "dividendi e quelli per il riacquisto di azioni che potrebbero essere moderati o ritardati". Nel primo trimestre, intanto, la qualità degli attivi delle banche europee è rimasta solida così come anche la liquidità.
T.Ward--AMWN