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Bloomberg, compagnie navigazione ancora caute su Hormuz, attesa dettagli
Anche con accordo sicuro resta centrale la questione mine
Diverse compagnie di navigazione internazionali, alcune delle quali hanno delle navi ancora intrappolate nel Golfo Persico, si dicono caute nel riprendere il traffico attraverso lo stretto di Hormuz e aspettano maggiori dettagli. E' quanto riporta la Bloomberg. Fra i gruppi che hanno espresso ancora prudenza vi sono quelli giapponesi (il paese è uno dei maggiori dipendenti dal greggio e le materie prime dell'area) come Mitsui Osk lines o Nippon Yusen. Per il gruppo Bimco rimane centrale la questione dello sminamento delle acque dello stretto. Inoltre una partenza massiccia di navi dovrebbe essere coordinata con attenzione. Il ceo del gruppo Caravel di Hong Kong, Angad Banga, ha sottolineato come la situazione sul campo può essere differente dalle notizie sui media aggiungendo come "abbiamo già visto segnali positivi in passato, e credo che alla fine ciò che conta davvero sia che" l'accordo "regga nel tempo". Anche con un accordo sicuro ci vuole comunque del tempo per riorganizzare gli equipaggi, fermi da mesi, e mettere le navi in condizioni di ripartire. Un conteggio di quante navi siano ancora ferme, rileva Bloomberg, è difficile visto che molte hanno il transponder spento. Da alcuni calcoli ci sarebbero 300 imbarcazioni cariche e in attesa di transitare con un numero quasi identico di navi vuote che aspettano nel golfo dell'Oman.
T.Ward--AMWN