-
Kansas, il pastore metodista Adam Hamilton interrompe 94 anni di dominio repubblicano
-
Midterm Usa, i democratici conquistano Camera e Senato: Trump riconosce la sconfitta
-
Woody Allen, satira e curiosità tra cinema, animali e cultura popolare
-
Paura e consenso politico, il ruolo dei meccanismi psicologici nelle scelte elettorali
-
Il Papa al Verano richiama i potenti davanti alle sofferenze delle guerre
-
Serie A, Lazio in testa e Roma trascinata dai gol di Malen
-
Farmaci confezionati per il singolo paziente, la legge apre il nodo dei costi
-
Michigan, una deputata democratica rompe con il partito e sostiene il candidato repubblicano
-
Memorial Ronchi, Seregno vince il Gold e Garbagnate conquista il Silver
-
Massimo Priviero in concerto a sostegno della Pediatria di Magenta
-
Demolizione di San Siro, prosegue il confronto sul futuro dell’area
-
Richiamo filetti di tonno surgelato In's per istamina
-
Milano, il bilocale guida la domanda immobiliare con il 44,7 per cento
Colombia: almeno 200mila in piazza contro il governo Petro
Il tasso di disapprovazione del presidente è salito al 60%
Sono state massicce le manifestazioni di ieri contro il governo in Colombia: le autorità hanno stimato che almeno 200mila persone sono scese nelle strade delle principali città della nazione, con forti critiche al presidente Gustavo Petro, il cui tasso di disapprovazione è salito al 60%, secondo l'istituto Invamer. Eletto nell'agosto del 2022, e divenuto il primo leader di sinistra a governare un Paese tradizionalmente in mano ai conservatori, Petro stavolta non ha potuto ignorare il messaggio giunto dalle piazze. Le precedenti manifestazioni del 6 marzo vennero etichettate dal capo dello Stato come espressioni di "coloro che non vogliono cambiare il Paese". "C'è un messaggio politico che sapremo cogliere perché quando si governa, non si governa solo per coloro che sono d'accordo con noi, ma anche per chi ha una voce critica nei confronti dell'operato del governo", ha affermato il ministro dell'Interno, Luis Fernando Velasco. Le proteste di ieri erano state organizzate inizialmente dagli operatori sanitari, dopo il fallimento della riforma del settore presentata al Congresso, ma hanno finito per mobilitare anche parlamentari di vari partiti di opposizione.
L.Davis--AMWN