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Brasile, revocato il decreto sulle idrovie in Amazzonia
Dopo le proteste indigene, stop alle concessioni sui fiumi
Il governo del presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha revocato il decreto che inseriva tratti di fiumi amazzonici nel Programma nazionale di privatizzazione, dopo mesi di proteste dei popoli indigeni. L'annuncio è stato dato dal segretario generale della Presidenza, Guilherme Boulos, al termine di un confronto con le comunità interessate. Il provvedimento prevedeva studi per eventuali concessioni delle idrovie sui fiumi Tapajós, Madeira e Tocantins, suscitando timori per possibili impatti ambientali e sociali nei territori tradizionali. Circa duemila indigeni del Baixo Tapajós occupavano da oltre un mese la sede della multinazionale Cargill nello Stato amazonico del Pará. Nei giorni scorsi i manifestanti hanno anche intercettato una chiatta carica di grano sul Rio Tapajós. Il governo ha parlato di "ascolto" e ha ribadito l'impegno per la sostenibilità, mentre le comunità chiedono garanzie su consultazioni preventive e tutela dei siti archeologici e delle aree fluviali, considerate vitali per la loro sopravvivenza.
J.Williams--AMWN