-
Woody Allen, satira e curiosità tra cinema, animali e cultura popolare
-
Paura e consenso politico, il ruolo dei meccanismi psicologici nelle scelte elettorali
-
Il Papa al Verano richiama i potenti davanti alle sofferenze delle guerre
-
Serie A, Lazio in testa e Roma trascinata dai gol di Malen
-
Farmaci confezionati per il singolo paziente, la legge apre il nodo dei costi
-
Michigan, una deputata democratica rompe con il partito e sostiene il candidato repubblicano
-
Memorial Ronchi, Seregno vince il Gold e Garbagnate conquista il Silver
-
Massimo Priviero in concerto a sostegno della Pediatria di Magenta
-
Demolizione di San Siro, prosegue il confronto sul futuro dell’area
-
Richiamo filetti di tonno surgelato In's per istamina
-
Milano, il bilocale guida la domanda immobiliare con il 44,7 per cento
-
Manovra 2027: proroga bonus edilizi, ecobonus e nuove regole per gli affitti
-
Antonelli campione del mondo, una stagione costruita senza ambiguità
-
Sinner celebra Antonelli dopo il titolo mondiale conquistato in Formula 1
-
Mercati europei in calo per tensioni Iran-Midterm e risultati tech
-
Supermercati europei nel mirino degli hacker, verifiche sugli impianti italiani
-
Tensione in una moschea di Modena durante un servizio di Fuori dal Coro
-
Midterm negli Stati Uniti, al voto anche 147 referendum statali
-
Cyberattacco ai sistemi frigoriferi dei supermercati, colpita anche l’Italia
Blitz contro una organizzazione jihadista, a capo una donna
Operazione del Ros, tutti under 30 e tra questi anche un minore
Si sono radicalizzati inneggiando alla Jihad islamica senza frequentare moschee o altri luoghi di preghiera fisici, ma attraverso propaganda online, in particolare nei lunghi mesi di solitudine del Covid davanti agli schermi di pc e cellulari. Così cinque giovanissimi, uno anche minorenne, hanno formato una associazione terroristica denominata "Da'Wa Italia", cioè "Chiamata alle armi Italia". A capo una ragazza, ventenne di origine pachistana residente a Bologna. A sgominare la banda un blitz del Ros dei carabinieri che alla vigilia di Natale ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti degli indagati residenti a Bologna, Spoleto, Monfalcone e Milano. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Bologna su richiesta della Procura bolognese, Dipartimento antiterrorismo, che ha diretto l'indagine - partita a settembre 2023 - con il coordinamento della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo. I cinque sono ritenuti, a vario titolo, responsabili di avere costituito ovvero fatto parte di un'associazione terroristica dedita alla promozione, al consolidamento e al rafforzamento delle formazioni terroristiche "Al Qaeda" e "Stato Islamico". I cinque indagati, di cui quattro sono finiti in carcere mentre un quinto ha lasciato il Paese per il Corno d'Africa al momento di esecuzione del provvedimento, sono tutti under 30, uno minore. Secondo quanto emerso, nessuno di loro proveniva da famiglie con particolari difficoltà economiche o disagio sociale. Tutti erano ben inseriti nel tessuto sociale delle loro città. Tra gli elementi insoliti il fatto che a guidarli ci fosse una ragazza. Una ventenne di origine pachistana, residente a Bologna, iscritta a un istituto superiore ma senza aver completato gli studi. La giovane si sarebbe radicalizzata online durante il Covid. Per lei gli inquirenti evidenziano il "particolare attivismo" e "l'incessante opera di proselitismo". Fin da subito ha coinvolto un'altra ragazza di origine algerina cresciuta e residente a Spoleto, insieme alla quale avrebbe formato il gruppo di propaganda "Da'wa". Poi avrebbe tirato dentro suo fratello, minore. Oltre a loro facevano parte del gruppo un giovane di origine turca che abitava a Monfalcone e un ragazzo di origine marocchina cresciuto a Milano, radicalizzato al punto che risulta già partito per unirsi alle milizie jihadiste Corno d'Africa. Per il 27 dicembre a Bologna sono fissati gli interrogatori di garanzia di due dei cinque arrestati. Tra questi la giovane residente a Bologna, difesa dall'avvocato Simone Romano. Le indagini proseguono: i pc e gli altri dispositivi sequestrati a casa dei ragazzi aiuteranno gli investigatori a capire quali connessioni avessero a livello italiano ed europeo.
D.Moore--AMWN