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Negata la libertà vigilata a Erik Menendez dopo 35 anni in cella
'Ancora rischio per la società', oggi decisione su fratello Lyle
Erik Menendez resterà in carcere. Un tribunale di sorveglianza di Los Angeles ha negato la libertà vigilata al minore dei due fratelli condannati per l'omicidio dei genitori, commesso nell'agosto del 1989 nella villa familiare di Beverly Hills. Dopo un'udienza durata tutto il giorno, i commissari hanno giudicato Menendez "ancora un rischio per la società", soprattutto alla luce della sua condotta in prigione, dove si trova dall'arresto avvenuto nel gennaio del 1990. "Il 21 agosto è il giorno in cui la mia famiglia ha scoperto che i miei genitori erano morti, l'inizio del loro percorso di trauma", ha ricordato Erik, collegato in videoconferenza dal carcere di San Diego. Oggi 53enne, ha cercato di dimostrare di essere cambiato dietro le sbarre, parlando di fede, sobrietà e attività a sostegno dei detenuti più anziani. Ma la commissione ha elencato una serie di infrazioni: dall'uso del cellulare "in modo egoista, come se le regole per lui non valessero", a collaborazioni con bande, traffico di droga, violazioni disciplinari e persino uno schema di frode fiscale. A suo favore sono intervenuti oltre dieci parenti, tra cui la zia Teresita Menendez-Baralt, malata di cancro, che ha dichiarato di averlo perdonato e di volerlo accogliere in casa. Al termine di un processo altamente mediatico, i due rampolli furono riconosciuti colpevoli di omicidio volontario e condannati all'ergastolo senza condizionale nel 1996. Il tribunale accolse la versione dei procuratori, secondo cui i fratelli puntavano all'eredità milionaria del padre, pezzo grosso dell'industria discografica. La difesa sosteneva invece che i due, di 21 e 18 anni all'epoca, avessero agito dopo decenni di violenze e abusi sessuali inflitti dal padre e coperti dalla madre. Dopo una lunga battaglia dei familiari per la revisione del caso, tornato alla ribalta anche grazie alla serie Netflix 'Monsters: The Lyle and Erik Menendez Story', lo scorso maggio un giudice di Los Angeles ha ridotto la loro condanna a 50 anni, in quanto avevano meno di 26 anni al momento del crimine, rendendoli eleggibili per la libertà vigilata. Il parere contrario del Board of Parole Hearings sbarra la strada alla scarcerazione. Solo tra tre anni i difensori potranno inoltrare nuovamente la richiesta. Venerdì sarà il fratello maggiore Lyle a comparire davanti alla stessa corte.
Ch.Kahalev--AMWN