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Nomisma-Unisalute, più italiani verso il privato per evitare liste d'attesa
Per il 71% peggiorate rispetto a 2-3 anni fa, ma migliora la qualità dell'assistenza
Il 30% degli italiani dichiara che nell'ultimo anno si è rivolto più che in passato alla sanità privata; soltanto il 18% afferma di aver effettuato visite legate a una malattia prevalentemente attraverso il sistema pubblico. Sono i dati che emergono da un'indagine realizzata da Nomisma per l'Osservatorio Sanità di UniSalute, che sottolinea, però, come il 55% degli italiani continui a nutrire fiducia nella sanità pubblica. Secondo l'indagine, che ha coinvolto 1.200 cittadini tra i 18 e i 70 anni, la motivazione della crescita del ricorso al privato risiede soprattutto nelle liste d'attesa: è questa la ragione per cui, per il 78% del campione, il servizio sanitario non soddisfa i propri bisogni. Tempi d'attesa, che il 71% ritiene peggiorati rispetto a 2-3 anni fa. Altre criticità: i pochi posti disponibili (49%) e le difficoltà di prenotazione (35%). Abissale la differenza di attesa tra pubblico e privato: se con il pubblico quasi un italiano su due (43%) ha aspettato almeno 3 mesi per ottenere una prestazione, e in alcuni casi (18%) addirittura sei, il 59% di chi si è rivolto al privato ha atteso solo pochi giorni. Migliora invece la percezione della qualità del sistema pubblico: il 54% si dice soddisfatto delle cure ricevute (rispetto al 47% dell'indagine precedente) e il 39% ritiene la sanità pubblica italiana tra le migliori al mondo. Quanto alle soluzioni, secondo il 63% degli intervistati, l'integrazione della sanità privata nel servizio sanitario potrebbe alleviare la pressione sul sistema pubblico e ridurre le attese mentre il 59% vede con favore anche un maggior ricorso alla telemedicina e ad altre soluzioni tecnologiche per l'assistenza a distanza.
O.M.Souza--AMWN