-
Intesa politica tra i 27 Ue su dossier chiave del Bilancio, divisioni sul Qfp
-
L'abito al centro della collezione Resort 2027 di Alberta Ferretti
-
Auto: vittoria di Torsellini alla 75/a Trento Bondone
-
F1: presidente Aci La Russa 'l'inno d'Italia suona anche a Barcellona, grazie Ferrari'
-
Auto: la Toyota vince la 24 Ore di Le Mans, quinto posto per la Ferrari
-
Gerardo Ferrara, "io in bici per Salina al posto di Troisi ai tempi de Il Postino"
-
Fandango Live chiude anche sulla terra rossa, a Lecce doppio con Panatta e Barbarossa
-
Cremonini, 'raggiunto quei sogni cui ho dedicato tutta la vita', a Imola omaggia Vasco
-
Tutti i numeri dei 15 anni del Marefestival Premio Troisi a Salina
-
Trump, 'attacco Israele a Beirut non avrebbe dovuto verificarsi'
-
Mondiali: Mariani prima direzione in Arabia-Uruguay, maglia rosa in omaggio a Miami
-
Pinocchio di D'Alò per i 200 anni nascita di Collodi, 'opera stimolante e plasmabile'
-
Scott Eastwood, 'il ritiro di papà Clint? È ancora preso dal suo lavoro'
-
Ghalibaf, raid a Beirut dimostra che Usa non rispettano impegni
-
Media, almeno 3 morti e 15 feriti per attacco Israele a Beirut
-
Entro martedì l'acconto Imu, ravvedimento per i ritardatari
-
Milena Vukotic, 'La Strada di Fellini ha cambiato la mia vita'
-
Netanyahu, 'l'Idf ha colpito obiettivi di Hezbollah nel sud di Beirut'
-
Calcio: Rangnick, "Il mio no al Milan? Da parte loro non c'è stata chiarezza"
-
La notte bianca per Giordano, Foggia celebra il compositore tra le piazze della città
-
La Filarmonica della Scala jazza in piazza Duomo con Chailly e Sumino
-
Media, dalle prime proiezioni vince il no al referendum in Svizzera
-
Pozza confermato presidente Assocamerestero
-
Pallavolo: Vnl maschile, l'Italia supera 3-0 la Turchia
-
Mondiali: team Usa celebra i Knicks, Balogun "Missione compiuta"
-
Agenzia Pasdaran, 'accordo ancora in esame, non c'è decisione finale'
-
Strisciuglio (ad Trenitalia), da luglio nuovo Frecciarossa Lecce, Bari e Napoli
-
I New York Knicks vincono le Finals Nba, Spurs battuti 94-90 in Gara 5
-
Mondiali: Qatar-Svizzera 1-1
-
Pallanuoto: Pro Recco battuta 17-16, Barceloneta vince la Champions League
-
Basket: Milano surclassa ancora Venezia, lo scudetto a un passo
-
Piazza Duomo diventa teatro per il concerto della Filarmonica della Scala
-
Ambasciatore Usa Fertitta lancia Coastal Diplomacy, 'estate speciale per Italia e Usa'
-
Il presidente della Fia punta a vetture più leggere ed economiche
-
Giannini, 'De Gregori? La penso come lui da anni, i politici stiano zitti'
-
Trump, 'a situazione tranquilla recupereremo il materiale nucleare in Iran'
-
Vasco Rossi invitato a Taormina per ricevere il Legend Award
-
Trump, 'domani la firma dell'accordo con l'Iran'
-
Leclerc dopo l'incidente, "provo solo tanta vergogna"
-
'Ti auguro ogni bene', coming of age a tematiche Lgbtq+
-
Russell Crowe 'scatena l'inferno' al Taormina Film Fest
-
Premio Modigliani in memoria di Valentino Garavani
-
Hamilton 'non mi aspettavo la prima fila, domani possiamo lottare'
-
I corti Vajassa e La stanza delle bambine vincono a Fr*cinema
-
Russell si prende la pole a Barcellona, secondo Hamilton
-
Gli anni Venti nella pre-collezione Spring 2027 di Ferragamo
-
Leclerc a muro, qualifiche interrotte a Barcellona
-
La fusione Paramount-Warner Bros. favorirà la concorrenza
-
Le medaglie veronacallas100 ai teatri italiani in cui il soprano ha cantato
-
A Pitti Uomo l'eleganza che non costringe, il nuovo must è la 'shacket'
Obesità, tre cause spingono il meccanismo che la rende più grave
Una ricerca a guida italiana ricostruisce l'origine della fibrosi
Individuate tre cause all'origine del meccanismo che rende l'obesità più grave e difficile da combattere. La scoperta, pubblicata sulla rivista Scientific Reports, è a guida italiana conferma che ci sono più fattori all'origine della fibrosi dell'organo adiposo, la malattia che può aggravare l'obesità favorendo lo sviluppo di tumori e la persistenza della malattia. I dati, che aprono la strada a future terapie dell'obesità, indicano che "una sorgente della fibrosi è la cellula adiposa stessa, che altera la sua normale funzione", osserva Saverio Cinti, del Centro per lo studio dell'obesità dell'Università Politecnica delle Marche, coordinatore dello studio con Sergio Castorina dell'Università di Catania. Le prime autrici sono Angelica Di Vincenzo, dell'Università Politecnica delle Marche, e Tonia Luca, dell'Università di Catania. Secondo i dati, le cellule del tessuto adiposo che aumentano eccessivamente di volume perché accumulano troppi grassi (adipociti ipertrofici) contribuiscono alla fibrosi insieme a due fattori molecolari, chiamati collagene VI e CD38. La scoperta, dicono i ricercatori, conferma così che "la fibrosi del tessuto adiposo nell'uomo ha un'origine multifattoriale". Finora l'unico responsabile della fibrosi finora identificato era la cellula del tessuto connettivo chiamata fibroblasto, ma adesso è chiaro che le vere responsabili sono le cellule adipose ipertrofiche: quando il gene chiamato Col6 smette di funzionare, le cellule cominciano a comportarsi in modo diverso producendo una quantità di collagene così abbondante fino a morire soffocate. Morendo, richiamano cellule infiammatorie dal sangue e queste producono grandi quantità di un enzima chiamato CD38, noto per la sua capacità di indurre la fibrosi. Si innesca in questo modo un circolo vizioso che progressivamente aggrava l'obesità. La conferma di questo meccanismo è arrivata dallo studio di rari pazienti nei quali il gene Col6 non era attivo a causa di una mutazione congenita. Le osservazioni sono state condotte grazie alla collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche e con l'Università di Bologna. "I nostri dati - osservano i ricercatori - individuano quindi tre nuovi aspetti (due molecolari: Col6 e CD38) e uno cellulare (adipocita ipertrofico) che contribuiscono alla genesi multifattoriale della fibrosi dell'organo adiposo obeso e offrono prospettive terapeutiche innovative in considerazione del fatto che esistono trattamenti già in atto per contrastare gli effetti negativi del CD38". Il risultato, rileva Cinti, si basa sugli studi condotti in Italia negli anni passati dal suo gruppo e in collaborazione con l'Università di Catania e il Cnr. A quest'ultima ricerca hanno infine contribuito le Università di Bologna e Verona e collaborazioni internazionali che includono L'Università di Nizza e quella brasiliana di Goias.
A.Mahlangu--AMWN