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Johnson Righeira, "a Sanremo la riscossa degli anni '80"
In duetto con Coma_Cose, "reunion con Michael non all'orizzonte"
La prima e unica volta che Johnson Righeira salì sul palco dell'Ariston risale al 1986, con il sodale Michael. Era il loro periodo d'oro, si piazzarono 15/esimi. A vincere Eros Ramazzotti con Adesso tu. "C'erano le basi, niente orchestra. Quello era il primo anno in cui si tornava a cantare dal vivo e la cosa mi terrorizzò abbastanza perché noi non avevamo esperienza live", ricorda Johnson Righeira che trentanove anni dopo torna su quel palco per la serata dei duetti insieme ai Coma_Cose, con l'orchestra e tanta esperienza dal vivo accumulata in quasi quattro decenni. "Ci ho dovuto pensare un po' - scherza il cantante -. È strano, ma anche divertente. E soprattutto è anche un bel modo di festeggiare il quarantennale di L'estate sta finendo, uscita nel 1985. Un bel regalo che io non so se merito, ma la canzone sì. Comunque un po' di ansia ce l'ho perché il palco di Sanremo è sempre il palco di Sanremo: non so cosa abbia, ma fa quell'effetto lì. Quando esci su quel palco ti senti addosso tutta la storia del festival". A dire il vero ci aveva provato a tornare in gara, "almeno un paio di volte, ma visto il delirio che ho trovato, meglio così!". Pochi hanno incarnato lo spirito edonista e leggero degli anni Ottanta come i Righeira. E quel periodo sembra sembra essere tornati prepotentemente in questo festival. Nel mood, nell'ideazione, negli inviti che hanno portato all'Ariston i Duran Duran. "Mi piacerebbe incontrarli. All'epoca, almeno in Italia e qualche altro Paese, combattevamo per i vertici delle classifiche. È bello vedere ancora leoni che ruggiscono", dice Johnson, aggiungendo che "gli Ottanta sono stati un decennio estremamente creativo non solo in ambito musicale, ma anche nella moda, nell'arte, nel design. Hanno influenzato molto anche la musica elettronica, ci si deve continuare a fare i conti ancora oggi. Si veniva dagli anni di piombo, c'era voglia di speranza, di divertimento, di uscire da oscurità: ma se fossero stati solo superficilaità non staremmo ancora qui a parlarne". L'idea del duetto con i Coma_Cose è nata in maniera spontanea, spiega. "Abbiamo pensato che festeggiare i 40 anni di L'estate sta finendo a Sanremo sarebbe stata una figata. Questa cose è arrivata alle orecchie dei Coma_Cose che hanno dimostrato grande entusiasmo. Li conoscevo e credo che hanno qualcosa in comune con i Righeira per una certa attitudine a fare del pop un po' elettronico, moderno per la ricerca di una contaminazione tra underground e mainstream. Sarà una versione molto bella, anche grazie alle sapienti mani del maestro Melozzi". Johnson sarà sul palco, da solo, come ormai da tempo, anche se ora le reunion vanno di moda. "Non posso escludere niente, ma allo stato attuale non mi sembra una cosa imminente una collaborazione con Michael. Poi, mai dire mai: siamo giovani e abbiamo tutta la vita", se la ride. "Se ci avessero proposte le cifre che hanno offerto agli Oasis, ma anche un decimo, forse l'avremmo presa in seria considerazione. Non credo che tutte queste ritorni di fiamma siano spontanei, piuttosto sono legati a motivi economici. I Righeira sono sempre stati un duo che ha agito con grande spontaneità, nel momento in cui è venuta meno la sintonia era giusto mettere fine al sodalizio. Io intanto vado avanti perché no so fare altro". La metà di ciò che è rimasto dei Righeira però non ha nostalgia di quello che fu. "Non mi manca nulla, le canzoni ormai camminano da sole e vanno per la loro strada. Mi manca che avevo 40 anni di meno, ma ho sempre idee e progetti e riesco a divertirmi ancora. E poi, ho pochissima memoria e non mi ricordo un cazzo di quel periodo. Quindi come fa a mancare se non mi ricordo?".
P.Mathewson--AMWN