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Blazy debutta da Chanel, il futuro arriva dal passato
Il direttore creativo rilegge i codici della tradizione
(di Patrizia Vacalebri) Il nuovo direttore creativo di Chanel, Matthieu Blazy, ha debuttato a Parigi, in chiusura della fashion week francese del pret a porter, sfilando con la sua nuova collezione Primavera/Estate 2026, nel Grand Palais, trasformato in un pezzo di cosmo da un allestimento coreografico di pianeti e satelliti sospesi sulla passerella. L' esordio è stato salutato da un parterre eccezionale che ha premiato in finale lo stilista con una standing ovation. Tra le star presenti, Nicole Kidman, Penélope Cruz, Marion Cotillard, Ayo Edebiri, Vanessa Paradis, Tilda Swinton, Pedro Pascal, Margot Robbie, Kendall Jenner, Anna Wintour. Con la sua prima collezione per Chanel, Blazy ha dimostrato ancora una volta, che il futuro di una maison storica non può essere tracciato, se non guardando al passato e alla storia e all'evoluzione del marchio, ai suoi codici distintivi e alla tradizione, rileggendo tutto con una lente di modernità contemporanea. "Chanel - dice Blazy - parla d'amore. La nascita della modernità nella moda comincia da una storia d'amore. Questo è ciò che trovo più bello. Non ha tempo né spazio; questa è un'idea di libertà. La libertà indossata e conquistata da Gabrielle Chanel". Amore e libertà. Insomma, Blazy ha ricordato che la grande stilista ha cominciato a fare moda e a rompere i codici del vestire delle donne dei primi del secolo scorso, prendendo a prestito la camicia e i pantaloni del suo fidanzato Boy Capel, l'uomo più importante della sua vita. Lo ha fatto per stare comoda e per cavalcare libera, ma è stata una scelta che ha determinato una vera rivoluzione nel guardaroba femminile. Blazy ha voluto rileggere con la sua lente quei capi maschili, la camicia e i pantaloni. E non solo. La camicia di allora era stata realizzata dello storica camiceria francese Charvet. Le proporzioni della nuova camicia aderiscono ancora ai tradizionali standard della camiceria maschile. A questa si aggiungono giacche da tailleur maschili, tagliate e con bordi grezzi. Blazy rilegge anche il tweed e lo modifica, lo rende agile, stirato e deciso. Lo trasforma in una morbida maglia. I tweed sfilacciati sono trattati come griglie e gli intrecci mostrano quanta ricerca e sperimentazione sui materiali è stata fatta dal direttore creativo. Lo stilista guarda anche al paradosso del potere femminile di Gabrielle Chanel, conquistato attraverso un guardaroba in cui la praticità e il pragmatismo non rinunciano mai alla seduzione. L'abbigliamento da giorno di Chanel si muove nel tempo. I classici sono decostruiti, ma sono sempre in movimento con il corpo. Il vero chic è la fluidità scivolosa di gonne e camicie, di pantaloni maschili e giacche tailoring. Le lunghezze degli orli sotto al ginocchio confermano che Blazy punta a un'eleganza non gridata, dove il confine tra genere è sempre più sottile. Gli accessori sembrano oggetti tramandati: la borsa 2.55 è rovinata, schiacciata, con la sua tradizionale fodera in pelle bordeaux esposta; le camelie stropicciate sono parte integrante dei tailleur in seta lavorata a maglia. I gioielli sono perle barocche, pianeti di vetro e catene smaltate. Le calzature presentano una familiare punta a contrasto, con tacchi realizzati per spingere chi li indossa in avanti, verso il futuro.
F.Dubois--AMWN
