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Giancarlo Giannini generale rivoluzionario in 'Baracoa'
Il film in concorso all'Avana in attesa distribuzione italiana
(di Francesco Gallo) A dicembre il film 'Baracoa' di Luis Ernesto Doñas sarà in concorso al Festival de Cine de La Habana (4-14 dicembre) nella sezione opere prime e questo in attesa di una distribuzione italiana, visto che nel cast c'è un grande artista che non si concede troppo come Giancarlo Giannini. L'attore ha infatti girato due settimane all'Avana vestendo i panni di Felipe, generale italiano volontario a Cuba ai tempi della caduta di Fulgencio Batista nel 1956. Da allora Felipe non è più andato via dall'isola dove ha avuto un figlio, Pepe (Carlos Luis González), lontano da ogni ideologia se non quella del denaro, un poco di buono che si fa chiamare 'il re dell'Avana'.. "Questa mia opera prima è una sorta di road movie con tre personaggi principali. Due di loro percorrono l'intero viaggio mentre altri compaiono solo a tratti" così il regista cubano d'opera, teatrale e ora anche cinematografico, attivo anche in Europa descrive il film all'ANSA aggiungendo poi: "È come se 'Il sorpasso' di Dino Risi incontrasse 'Fragola e cioccolato' (film del 1994 che racconta la "formazione" culturale di un giovane comunista nella Cuba fine anni Settanta guidato da un intellettuale omosessuale, ndr). Nel trio centrale del film personaggio chiave è infatti Jimmy (Yadier Fernández), medico che cura Felipe durante la sua malattia e con cui Pepe si troverà costretto a recarsi a Baracoa venendone trasformato. Yadier Fernández ha dovuto creare un personaggio molto complesso, dalla doppia vita, ispirandosi al drag performer Jaime Jiménez, meglio conosciuto a teatro e nella comunità LGBTQ+ come Estrellita Vidal. "Giannini, dopo aver letto la sceneggiatura, si è dimostrato subito disponibile, ci teneva a fare questo personaggio d'anziano con ancora tanta luce negli occhi - dice Luis Ernesto Doñas - . Un uomo che è riuscito sì a fare la rivoluzione, ma non a cambiare suo figlio. Per fortuna c'è Jimmy a cui il generale si confida, un medico affidabile anche se, si scoprirà, di notte fa la drag queen in un locale notturno. Per Felipe é lui comunque la persona giusta in grado di poter cambiare il figlio". Cosa succede in questo viaggio on the road? "Quando Pepe lascia l'Avana e comincia a entrare nella campagna cubana capisce che i suoi dollari contano poco, valgono solo i soldi nazionali. Scopre poi la vera povertà con uno sguardo anche poetico e la Cuba rurale dove i valori sono totalmente diversi. C'è insomma uno sguardo più umano in questa seconda parte del film - sottolinea il regista - una cosa che amo molto considerando che adoro quel neo-realismo italiano che tanto ha influenzato il cinema cubano degli anni Sessanta". Come è stato lavorare con Giancarlo Giannini? "Ha un magnetismo incredibile sullo schermo. Le conversazioni sulle sue esperienze con Lina Wertmüller, Luchino Visconti, Reinier Werner Fassbinder ed Ettore Scola duravano fino alle prime ore del mattino ed erano vere e proprie master class".
S.Gregor--AMWN
