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Luhrmann, in Epic un Elvis Presley che non avete mai visto
Il docu/concert film esce il 5 marzo con anteprime nelle sale Imax dal 20 febbraio
(di Francesca Pierleoni) Era iniziato come un lavoro di ricerca per il suo biopic sul re del rock, Elvis, uscito nel 2022, con Austin Butler protagonista. Tuttavia Baz Luhrmann, con la mole di materiale ritrovato ha deciso di non fermarsi, e di firmare sull'icona Presley un secondo capitolo intimo, adrenalinico e sorprendente, stavolta in forma di documentario/concert film che si concentra sull'ultima parte della sua vita, i quasi 10 anni di continui concerti. Da oltre 69 scatole per 59 ore di negativi cinematografici (che nessuno aveva mai visto) trovati in alcuni caveau della Warner Bros, decine di video in super8 provenienti da Graceland, in gran parte inediti e quasi 40 minuti di registrazioni audio mai ascoltate, in cui il musicista ripercorre alcuni momenti fondamentali della sua vita e carriera, è nato, Epic - Elvis Presley in Concert che dopo il debutto a settembre al Toronto Film Festival, arriva nelle sale italiane con Universal il 5 marzo con anteprime di una settimana nelle sale Imax dal 20 febbraio. Nella stessa data esce anche la colonna sonora in formato digitale e cd, poi disponibile dal 24 aprile in doppio Lp. "Il biopic è nato più come un mio studio su Elvis, sull'impatto che ha avuto su di me da bambino - spiega Luhrmann nell'incontro in remoto con la stampa internazionale -. Nel documentario invece, grazie a tutto questo materiale, volevamo che il pubblico vedesse l'uomo, per come era veramente. Ed alle proiezioni sento l'emozione delle persone nel conoscere Elvis in un modo mai visto prima. Si incontra un tipo davvero gentile e timido, empatico, ma anche divertente e buffo, che canta come un dio e ha l'aspetto di un dio". Il concert film ha al centro il lungo periodo di live di Elvis a Las Vegas tra il 1969 e il 1976 e le sue esibizioni negli anni '70 al Madison Square Garden. Un racconto fra prove a palco, che lo segue anche nelle interazioni con i suoi musicisti, la famiglia e apre squarci continui sul passato: dal primo successo clamoroso di metà anni '50, al servizio militare, dagli attacchi subiti per il suo modo di esibirsi e il delirio che creava al rapporto con Hollywood. Tra gli aspetti più impressionanti che emergono c'è il rapporto viscerale con i fans, che non volevano solo ascoltarlo, ma toccarlo, respirarlo, prenderne 'un pezzo', un'ossessione a volte oltre ogni limite: "Lui si concede fisicamente al pubblico, ma gli spettatori (e le spettatrici soprattutto, ndr) non vogliono solo toccarlo e baciarlo. Si sente un senso di desiderio e follia molto, molto accentuato". Provoca "nelle persone una sorta di febbre, ma lui comunque si dona sempre completamente. E' come se fosse una specie di agnello sacrificale che tutti 'mangiano' spiritualmente".
X.Karnes--AMWN
