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The Alabama Solution, l'inferno delle carceri visto dall'interno
Lo scioccante docufilm in corsa per gli Oscar, presentato dal coregista e Ilaria Cucchi
(di Francesco Gallo) Se dietro l'idea di prigione c'è quella che i carcerati sono solo dei criminali fortunati scampati a una meritata morte sulla sedia elettrica, ci troviamo dentro a 'The Alabama Solution', documentario americano del 2025 diretto da Andrew Jarecki e Charlotte Kaufman candidato alla 98a edizione degli Academy Awards. Perché tutto quello che accade in quelle carceri e fuori da ogni umanità come dice Matt Brennan del Los Angeles Times: "È una delle rappresentazioni più scioccanti e viscerali del nostro stato carcerario mai filmate che dovrebbero indignare la nazione". Il film, presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival del 2025 e che sarà distribuito da HBO Italia, nasce nel 2019 quando i registi Andrew Jarecki e Charlotte Kaufman hanno visitato l'Easterling Correctional Facility per filmare un incontro di risveglio religioso. Durante la visita, alcuni detenuti li hanno avvicinati di nascosto raccontando loro di abusi, accoltellamenti non denunciati, pestaggi e fallimenti sistemici all'interno del sistema carcerario. Questo ha dato inizio a un'indagine durata sei anni e più vera del vero perché ha avuto come operatori gli stessi detenuti che hanno utilizzato telefoni cellulari di contrabbando per documentare le condizioni e comunicare con i registi. Da qui immagini di celle piene d'acqua sporca, di pestaggi sistematici, di water dove galleggiano topi e soprattutto l'immagine del cadavere di Steven Davis, detenuto picchiato a morte dalle guardie carcerarie che sembra l'esatta copia di quella di Stefano Cucchi. Nel film è infatti centrale la figura della madre di Davis, Sandy Ray, mentre cerca risposte sulla morte del figlio. Nel documentario poi anche il profilo degli attivisti incarcerati Robert Earl Council e Melvin Ray, co-fondatori del Free Alabama Movement e organizzatori di proteste all'interno del sistema carcerario. "Quanto ti accade quello che è capitato a me o a Sandy - dice Ilaria Cucchi dopo aver assistito alla proiezione - ci sono due alternative o diventi cattivissimo e ti chiudi oppure trovi dentro di te la forza per trasformare quel dolore in qualcosa di positivo. Insomma per vincere le battaglie da soli non si fa niente". Sottolinea invece la coregista Kaufman: "Fa veramente male vedere questo crescente desiderio di crudeltà mascherato come politiche contro l'immigrazione e può magari creare confusione, ma tutto questo è stato incubato, sviluppato, sperimentato e testato all'interno del nostro sistema carcerario". The Alabama Solution sul sito web aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes, ha comunque avuto un indice di gradimento del 100%, basato su ventisette recensioni di critici mentre su Metacritic, il film ha un punteggio medio ponderato di 90 su 100, basato su nove critici. Tra le più belle recensioni quella di Owen Gleiberman di Variety ha recensito positivamente il film, definendolo "una delle più potenti rivelazioni della disumanità del sistema carcerario americano che abbia mai visto". Infine il titolo che deriva una frase della governatrice ultra repubblicana dell'Alabama Kay Ivey, che ha sempre sostenuto che lo Stato possa affrontare i problemi carcerari senza l'intervento federale, ma appunto con 'The Alabama solution'.
L.Miller--AMWN