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Al Festival Cannes la storia di Francia allo specchio
Da Vichy a De Gaulle, da Bobigny a Bataclan molti film raccontano vicende storiche
(di Francesco Gallo) Forse sarà per le molte ombre di guerra del presente o solo per caso, ma mai come quest'anno nella selezione ufficiale del Festival di Cannes la storia di Francia recente è messa allo specchio senza nessun filtro: si va da 'Moulin' di László Nemes, biopic su Jean Moulin a 'De Gaulle: L'Âge de Fer' di Antonin Baudry, da 'Parallel Tales' di Asghar Farhadi, sugli attentati del novembre 2015, a 'L'Affaire Marie-Claire' sul celebre 'processo di Bobigny'. Intanto 'Moulin', film in concorso. Ci troviamo tra il 1942 e il 1943, quando su incarico di Charles de Gaulle, il partigiano Jean Moulin (Gilles Lellouche) rientra nella Francia occupata - si lanciò con il paracadute tra le montagne delle Alpilles - , con una missione non da poco: unificare le diverse anime della Resistenza. Nel film i suoi incontri segreti, le difficili trattative tra comunisti, gollisti e movimenti indipendenti. E questo fino all'arresto da parte della Gestapo guidata da Klaus Barbie (Lars Eidinger). La parte finale si concentra sulla detenzione e sugli interrogatori e le torture, mettendo al centro la resistenza morale oltre che politica: Moulin diventa figura tragica, simbolo di un'unità costruita nel momento stesso in cui viene spezzata. E sembra che Nemes ci sia andato pesante in questo aspetto tragico. 'De Gaulle: L'Âge de Fer' di Antonin Baudry racconta invece l'altro grande protagonista dietro la figura di Jean Moulin, ovvero un altro monumento nazionale come Charles De Gaulle nei suoi anni più difficili tra il 1940 e il 1944. Dopo la disfatta militare e l'armistizio firmato dal governo di Vichy, de Gaulle si rifugia infatti a Londra quasi privo di legittimità. Da qui nasce però il suo appello del 18 giugno trasmesso dalla Bbc, con cui invita i francesi a continuare la lotta contro l'occupazione nazista. Nel film non solo la guerra contro il nemico esterno, ma soprattutto la battaglia diplomatica e simbolica del Generale per imporsi come unica voce legittima della Francia. E questo tra diffidenze britanniche e rivalità interne, cercando di unificare forze sparse e spesso in competizione. Parallelamente, la narrazione intreccia il rapporto con la Resistenza interna e il lento emergere di una figura destinata a incarnare la continuità dello Stato francese, anche in assenza di un territorio libero. Il titolo allude a questa fase come a una "età del ferro", dura, opaca, segnata da solitudine, decisioni radicali e compromessi necessari. Sempre sul fronte storia di Francia nelle proiezioni speciali a Cannes c'è poi 'L'Affaire Marie-Claire' che rievoca il "processo di Bobigny" (1972), uno dei casi giudiziari più importanti nella storia sociale francese. Chi era Marie-Claire Chevalier? Una ragazza minorenne processata per aver abortito dopo uno stupro. Il processo pubblico che ne seguì si trasformò in una tribuna politica contro la legge che criminalizzava l'aborto, contribuì in modo determinante al cambiamento dell'opinione pubblica e aprì la strada alla legge Loi Veil, promossa da Simone Veil, che nel 1975 legalizzò l'interruzione volontaria di gravidanza in Francia. Infine, 'Parallel Tales' di Asghar Farhadi, uno dei film più attesi di questa edizione, ci porta a Parigi all'indomani degli attentati del novembre 2015 rivendicati dall'Isis che colpirono lo Stade de France, diversi bar/ristoranti e il teatro Bataclan, causando 131 morti e centinaia di feriti. Il regista in questo caso segue nel suo stile diversi personaggi le cui vite furono toccate in modo diretto o indiretto da questi attacchi. Ovvero vittime, testimoni e colpevoli letti e interpretati dallo sguardo umano del regista iraniano.
G.Stevens--AMWN