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Moulin/Lellouche, eroe e martire di Francia
Adèle Exarchopoulos, alcolista cronica in Garance
(di Francesco Gallo) Nella maratona di oggi al Festival di Cannes erano ben tre i film il concorso rispetto ai ventidue totali. A scendere in campo per primo il regista ungherese László Nemes con 'Moulin' film storico-biografico che invece batte bandiera francese e, non a caso segue le vicende di Jean Moulin (Gilles Lellouche), a capo della Resistenza francese e delegato del generale Charles de Gaulle durante l'occupazione nazista della Francia. E nel film pieno di orrori c'è la diabolica dialettica tra lui, uomo tutto di un pezzo e incorruttibile e il famigerato Klaus Barbie (Lars Eidinger). Ovvero uno storico ufficiale delle SS soprannominato "il macellaio di Lione" per le torture e deportazioni contro membri della Resistenza francese ed ebrei. Tra i suoi crimini più noti vi fu appunto l'arresto e la tortura di Jean Moulin nel 1943. E, va detto, gran parte del film di Nemes descrive puntualmente queste torture raffinate che colpiscono il partigiano nel lungo periodo di prigionia. Ma Moulin non crolla e preferisce il martirio. Per László Nemes, autore di Son of Saul, è il suo debutto in lingua francese in un film classico, solido e rigoroso, girato in 35 mm con il direttore della fotografia Mátyás Erdély, suo collaboratore abituale. Di tutt'altra pasta è 'Garance' il nuovo film di Jeanne Herry sempre in concorso oggi a Cannes e che ha in comune col primo la sola ambientazione francese. La protagonista è Adèle Exarchopoulos, che con La Vie d'Adèle nel 2013 vinse la Palma d'Oro, ma questa volta è appunto Garance, un'aspirante attrice di poco successo ma dalle molte inquietudini. Una che si ritrova a fare recite per le scuole vestita da pappagallo, a partecipare a reading e a doppiare film di serie B, certo per il resto la ragazza nella vita e davvero esuberante balla nei locali al suono della musica techno e beve molto, troppo. Ormai è un alcolista anche se ha trovato l'amore della sua vita in Pauline, (Sara Giraudeau) una scenografa che si dedica totalmente a lei. Ma arriva il giorno del giudizio ormai le viene diagnosticato un alcolismo grave che potrebbe portarla ben presto alla morte dovrà così scegliere se continuare a vivere. Dice la regista al suo quarto lungometraggio dopo il successo di Elle l'adore (2014), Pupille - In mani sicure (2018) e Je verrai toujours vos visages (2023): "Dentro questa ragazza che ha attraversato tante esperienze c'è un caotico paesaggio dove amore e distruzione coesistono". Per Adèle Exarchopoulos questo film, in corsa anche per la Queer Palm, potrebbe rappresentare il ruolo della vita. Infine sul tema dell'attrice mancata e dell'alcolismo femminile c'è chi ha pensato a 'Opening Night' di John Cassavetes con Gena Rowlands attrice teatrale in crisi psicologica e alcolica. Il film ha anche la stessa atmosfera nervosa, emotivamente caotica e febbrile propria di Garance. Nel cast anche Sara Giraudeau, Raya Martigny, Mathilde Roehrich, Sara-Jeanne Drillaud e Rudgy Pajany. Il film è prodotto tra Francia e Belgio e distribuito da StudioCanal.
D.Cunningha--AMWN
