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Utopia e sogni di Hans Werner Henze, il socializzatore della musica
Il Cantiere di Montepulciano lo ha celebrato nel centenario della nascita
(di Luciano Fioramonti) "Maestro, perchè non scrive un brano per noi?". Nacque dalla domanda inaspettata di uno studente di Montepulciano che aveva imparato a leggere la musica grazie a lui, la sfida che portò Hans Werner Henze a completare in meno di un anno "Pollicino", l'opera lirica messa in scena da bambini e ragazzi nel 1980 che riassume l' essenza del Cantiere Internazionale d'Arte creato dal musicista tedesco nel borgo della Val di Chiana. Henze aveva ricevuto nella sua villa nei pressi di Marino, nei Castelli Romani, il gruppo di allievi della scuola di musica del comune toscano e restò colpito dalla loro energia. Si mise al lavoro coinvolgendo nell' impresa colleghi e musicisti e il miracolo avvenne: i ragazzi impararono a cantare e a suonare la partitura non facile in tempo per la prima assoluta il 2 agosto al Teatro Poliziano salutata da un grande successo. "E' la prima opera lirica contemporanea scritta da un grande compositore per giovani esecutori italiani. Henze è stato il socializzatore della musica. Aveva creato il Cantiere con progetto molto chiaro: la musica non per elite ma alla portata di tutti e soprattutto da fare insieme" ha detto all' ANSA Gaston Fournier-Facio, musicologo costaricano chiamato dal compositore a svezzare musicalmente gli adolescenti di Montepulciano e tuttora è uno degli animatori del Cantiere. L'edizione 51 di quest'anno, che si chiude domenica 2 agosto in Piazza Grande con il concerto dell' Orchestra Haydn di Bolzano e Trento diretta da Alessandro Bonato con Mariangela Vacatello al pianoforte, ha celebrato il centenario della nascita del fondatore costellando di suoi brani nella quarantina di concerti - tra cui 24 prime esecuzioni - che per due settimane hanno impegnato 460 musicisti. L' idea del Cantiere nacque alla fine degli anni Settanta. "Montepulciano era un paese depresso e arretrato e gli amministratori comunali chiesero al Pci di indicargli qualcuno per realizzare una iniziativa musicale - racconta Gaston -. C' era già un festival tradizionale con la partecipazione di Mario del Monaco. Henze vide l'edizione del 1975 e disse che al paese non servivano spettacoli preconfezionati che non avrebbero lasciato traccia. 'Voi dovreste essere un cantiere, un luogo di produzione, dove si fabbrica musica e arte'. Per il compositore, secondo l' idea di Gramsci, la popolazione andava educata e la musica borghese resa fruibile a tutti". Henze, popolarissimo in patria dopo la seconda guerra mondiale, voleva sottrarsi alle innumerevoli richieste di commissioni da enti e teatri di prestigio e, innamorato dell' Italia, scelse di stabilirsi prima a Ischia e poi nella campagna di Marino dove visse per 50 anni fino alla morte nel 2012. Il Cantiere Internazionale d' Arte venne inaugurato nel 1976 con compositori e giovani strumentisti che si esibivano (senza compenso ma solo con la garanzia di vitto e ospitalità, come avviene tuttora) in spettacoli e nelle prove aperte proprio per far crescere l' interesse del pubblico ma i giovani continuavano a restare tagliati fuori. "Mi chiamò come animatore musicale nel 1979 e fui assunto dal comune per l' alfabetizzazione musicale di bambini e giovani. - ricorda il musicologo -. Cominciai con tre ragazzi di scuola media, dopo sei mesi erano diventati 15 capaci di leggere la musica e suonare flauto dolce, chitarre e percussioni. Presto arrivammo a 60, il gruppo tra strumentisti e cantanti che realizzò Pollicino". Massimo Moccoli, oggi imprenditore edile, è stato il primo protagonista di quell' opera. "Avevo dieci anni. Henze ha inciso sul mio Dna la trama della mia vita. Ha fatto emergere la mia identità nascosta, mi ha fatto capire chi fossi e le qualità che non sapevo di avere. Ogni volta che ne parlo mi commuovo". La pianista Mariangela Vacatello, da tre anni direttrice artistica, in questa edizione speciale ha puntato a rendere più umana la figura dell' inventore del Cantiere. "Henze è ancora un mistero per la musica italiana - osserva -, ha amato tanto l' Italia, è venuto tra noi ma viene eseguito poco. Era un compositore caleidoscopico molto conosciuto e riconosciuto, sicuramente la difficoltà delle sue opere non aiuta ma andando a fondo si può cogliere anche la sua leggerezza, ha una scrittura estremamente complessa ma spesso tende a utilizzare tecniche per smussare. Magari questa celebrazione aiuterà a creare un nuovo inizio". L' unico possibile difetto di Henze era la sua mentalità utopica, chiosa Gaston Fournier-Facio. "Pensava in grande, era un sognatore ma da tedesco lottava per concretizzare i suoi sogni. Oggi all' istituto di musica di Montepulciano intitolato a lui dove insegno ci sono mille allievi e 40 insegnanti. E' questo il segno più palese della sua utopia realizzata".
P.Silva--AMWN
