-
Kallas e 26 Paesi Ue, 'Mosca fermi le uccisioni'
-
Formaggi Grana e Parmigiano non a rischio Escherichia Coli
-
Nuoto: Pilato e Tarantino fermate a Singapore, già in Italia
-
Sono 246 le opere incompiute, servono ancora 1,1 miliardi
-
Luis Enrique 'Donnarumma? non lo so, dipende dal mercato'
-
Calcio: Genoa; Vieira, con la Juve mi aspetto passi in avanti
-
Turista fa bere una birra ad un elefante in savana, ricercato
-
Olly, fuori brano Questa Domenica, anticipa repack di Tutta vita
-
Conte, contenti di giocare Champions con entusiasmo e umiltà
-
Segni su ossa di 5500 anni fa rivelano un evento di cannibalismo
-
Atalanta: Juric, non so se Lookman alla fine rimarrà
-
F1: Gp Olanda, McLaren davanti nelle libere, male le Ferrari
-
Calcio: Gasperini 'Sancho? Noi non dobbiamo pregare nessuno'
-
Kim in Cina, inedito esordio con Xi e Putin su Piazza Tienanmen
-
Musica e interpreti italiani a Praga per Nachtigall Artists
-
L'Ancêtre, in un cd-libro il dramma di Camille Saint-Saëns
-
E.League: Bologna con Aston Villa e Maccabi Tel Aviv
-
Scoperto il più intenso e enigmatico lampo radio di sempre
-
Vietnam spinge sull'elettrico e promuove scambio batterie
-
Julia Roberts, After the Hunt fa discutere? Quello che volevamo
-
L'inflazione rallenta ad agosto all'1,6%
-
Ciclismo: Froome operato, l'intervento chirurgico è riuscito
-
Gatti torna alla Scala l'8 settembre con Staatskapelle Dresden
-
Pallavolo: Italia, si infortunano Gargiulo e Romanò
-
Un antico dente di bovino fa luce sulle origini di Stonehenge
-
Borsa: Europa fiacca in attesa dei prezzi Usa, Milano -0,4%
-
Us Open: Tsitsipas fuori, battuto dal tedesco Altmaier
-
Thailandia, Corte Costituzionale destituisce la premier
-
Onu, 841 esecuzioni da inizio anno in Iran
-
Cina, 'sanzioni europee all'Iran mossa non costruttiva'
-
Piante grasse brillano al buio in vari colori, come in Avatar
-
"The Voice of Hind Rajab" di Ben Hania candidato agli Oscar
-
Calcio: Europei donne 2029, quattro candidature per ospitarli
-
Istat, aumentano ore lavorate e redditi dei dipendenti
-
Calcio: Ziolkowski dal Legia Varsavia alla Roma
-
Mosca,'con sanzioni europee a Iran rischio altra tragedia'
-
Calcio: Savona parte per la Premier, "La Juve sarà sempre casa"
-
Kallas, 'Putin si beffa degli sforzi di pace, sanzioni'
-
Trenta morti a Gaza dall'alba, 5 in una 'zona sicura'
-
Pallavolo: Mondiali donne; Velasco, "attenti alla Germania"
-
Mosca, 44 droni ucraini abbattuti sulla Russia durante la notte
-
Fonti ucraine, 2 morti in raid russi su regione Dnipropetrovsk
-
Us Open: anche Zverev al terzo turno, Fearnley ko
-
Borsa: Milano cauta con l'Europa, ancora debole Tim
-
Francia, crescita Pil confermata a 0,3% nel secondo trimestre
-
Prezzo oro in lieve calo, Spot scambiato a 3.411,55 dollari
-
Prezzo petrolio in calo, Wti scambiato a 64,25 dollari
-
Euro poco mosso, scambiato a 1,1668 dollari
-
Cina, 'relazioni strategiche tra Pechino e Mosca'
-
Fintech equiparate alle banche, il Brasile rafforza i controlli
Bikini: Cosa andò Storto
Nel 1946, appena un anno dopo Hiroshima e Nagasaki, gli Stati Uniti scelsero l’atollo di Bikini, nelle Isole Marshall, per misurare scientificamente quanto una flotta potesse resistere a una bomba atomica. La missione, battezzata “Operazione Crossroads”, mobilitò 42.000 militari e tecnici e un’imponente flotta-bersaglio di 95 navi, inclusi corazzate, portaerei e sottomarini, alcune cariche di carburanti e munizionamenti. Non fu solo un esperimento militare: venne trasformato in un evento mediatico globale, con tribune per la stampa, cineprese su torri e navi e un dispiegamento inedito di mezzi per documentare “l’era atomica”.
Il piano e la sua spettacolarizzazione
Crossroads prevedeva due detonazioni con ordigni di potenza simile a quella usata nella Seconda guerra mondiale. Centinaia di animali da laboratorio furono disposti a bordo per valutare gli effetti immediati di onda d’urto e radiazioni. Per alimentare l’attenzione pubblica e “normalizzare” l’atomo in chiave di deterrenza, l’operazione fu raccontata quasi in diretta: tonnellate di attrezzature cinematografiche e fotografi da tutto il mondo resero Bikini una vetrina della potenza tecnologica del dopoguerra.
Able: l’errore che svelò i limiti del test
Il primo scoppio, “Able”, fu un’esplosione aerea sopra la laguna. La bomba non centrò il punto previsto e l’efficacia distruttiva sulle navi risultò inferiore alle attese: solo poche unità affondarono, altre riportarono danni gestibili. Ma proprio quell’errore evidenziò un problema metodologico: un singolo parametro fuori tolleranza (quota, mira, vento) alterava radicalmente i risultati, riducendo il valore comparativo del test.
Baker: la “prima catastrofe nucleare”
La seconda detonazione, “Baker”, avvenne sott’acqua, a bassa profondità. L’onda di pressione da sottochiglia sventrò scafi e infrastrutture; soprattutto, la colonna d’acqua e il “base surge” – una nube radente di spruzzi e aerosol – ricaddero su gran parte della flotta-bersaglio. Quell’acqua, intrisa di prodotti di fissione e particolato del fondale, aderì tenacemente a lamiere, vernici, cavi e interstizi. Le squadre tentarono lavaggi ad alta pressione, detergenti e liscivia: la contaminazione rimase. Il risultato fu più grave del danno cinetico: navi che avevano “retto” all’esplosione erano ormai inutilizzabili a causa della radioattività persistente. La terza prova prevista (“Charlie”, in acque più profonde) venne cancellata; la stessa Marina, in seguito, introdusse dotazioni e procedure di “wash-down” per limitare l’attecchimento del fallout sulle superfici.
Le conseguenze umane: sfollamento, salute, lavoro a rischio
Prima dei test, l’intera comunità locale – 167 abitanti – fu evacuata con la promessa di un ritorno “a breve” per il bene dell’umanità. La realtà fu diversa: spostati su atolli inadatti all’autosostentamento, i Bikiniani conobbero carenze alimentari e nuove migrazioni forzate. Nel frattempo, militari e tecnici addetti alle bonifiche operarono spesso in condizioni incerte e con dispositivi di protezione limitati per standard odierni; studi successivi hanno discusso effetti sanitari tra i veterani di Crossroads. Anche l’uso massiccio di animali da esperimento – su più navi e in differenti posizioni – sollevò critiche etiche che oggi appaiono ancora più pressanti.
L’oggi: un’eredità radio-ecologica e culturale
Bikini è oggi un sito patrimonio dell’umanità, simbolo tanto della guerra fredda quanto dell’impatto ambientale dei test atmosferici e sottomarini. Monitoraggi contemporanei hanno misurato in alcune aree livelli di radiazione ambientale ancora superiori agli standard di sicurezza locali, con valori che variano sensibilmente da isola a isola. L’area attira subacquei e ricercatori per il “cimitero” di navi – una capsula del tempo tecnologica – ma resta problematica per il pieno reinsediamento umano e per l’uso alimentare delle risorse locali.
Che cosa andò davvero storto
Se Able mise a nudo la fragilità metodologica dell’esperimento, Baker ne rivelò il cuore del problema: una sottovalutazione della componente radiologica delle esplosioni sottomarine e l’assenza di protocolli di decontaminazione efficaci. A ciò si sommò l’errata percezione politica che uno sfollamento “temporaneo” potesse non trasformarsi in diaspora. Crossroads doveva essere una dimostrazione controllata; è ricordata, invece, come un punto di svolta che accelerò consapevolezza, trattati e cautele, lasciando però una comunità senza casa e un ecosistema segnato a lungo.

Bruxelles, la protesta dei "lavoratori essenziali"

NATO: l'Ucraina è “in cima alla lista”!

Francia: Michel Barnier chiede “compromessi”

Bielorussia: CPI indaga sul dittatore Lukashenko

UE: Google presenta una denuncia contro Microsoft

NATO si addestra a combattere gli attacchi informatici

Gemello dell'Oceano Digitale: Proteggere gli Oceani

Germania: “Guerra dei dazi” con la Cina?

Germania: “Guerra dei dazi” con la Cina?

L'impatto dello scioglimento dei ghiacciai alpini

L'UE e i suoi obiettivi climatici...?
