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Il quiz di Dada e Marcolino
Il nuovo format “Prima o Dopo?” ha debuttato lo scorso 20 marzo e ha immediatamente conquistato il pubblico. Con la conduzione della divulgatrice Maria Bosco, il programma pone i concorrenti davanti a una plancia, un “evento zero” da cui partire e quattro avvenimenti da collocare nella giusta sequenza temporale. L’obiettivo è semplice e al tempo stesso allenante: ricordare se qualcosa è accaduto prima o dopo l’invenzione di riferimento. Nella prima puntata l’“evento zero” scelto era il brevetto del cambio automatico, depositato dallo studente Elio Trenta, e le tappe da collocare riguardavano l’apertura del primo supermercato italiano, l’inaugurazione della prima metropolitana al mondo, la proiezione del primo film in 3D e l’ufficiale passaggio di Trieste all’Italia.
A misurarsi con la linea del tempo sono stati Dada e Marcolino, coppia padre‑figlio divenuta virale sui social. Davide Corbo, questo il vero nome di Dada, vive vicino Torino e si è guadagnato oltre un milione di follower con la sua spontaneità: qualche anno fa il figlio Marco pubblicò un messaggio audio in cui il padre, dopo averlo accusato di aver perso le AirPods, si scusava con tono affettuoso. Quell’audio fu visualizzato più di un milione di volte in un giorno e trasformò la loro quotidianità in un fenomeno di costume. Dada, restauratore di mobili antichi, progettista di parchi gioco e proprietario di un negozio idroponico, incarna l’immagine del papà tuttofare che non si vergogna di chiedere scusa. Il soprannome “Dada” gli è stato dato dalla figlia acquisita quando era piccolissima; lui ne parla ancora con tenerezza e continua a sottolineare l’importanza di trascorrere tempo di qualità con i propri figli.
La gara ha mostrato tutta l’intesa tra padre e figlio: Dada si è lasciato guidare dall’istinto, mentre Marcolino ha cercato di ragionare su date e invenzioni. L’atmosfera leggera ha reso il gioco anche un’occasione didattica. Diversi spettatori hanno espresso entusiasmo per l’idea di utilizzare il format come strumento per insegnare la storia nelle scuole, altri hanno apprezzato il modo in cui il programma mette alla prova la memoria collettiva. Alcuni commentatori hanno suggerito di accorciare la durata delle puntate o di aggiungere più manche per mantenere alto il ritmo, e c’è chi ha chiesto che i concorrenti collaborino per ridurre gli errori. Non sono mancate osservazioni puntigliose: un utente ha fatto notare che la domanda su Trieste era ambigua perché il passaggio definitivo alla sovranità italiana avvenne con il trattato di Osimo del 1975, non nel 1954; altri hanno ironizzato sui tempi tecnici e sull’illuminazione del set. Nel complesso, però, la maggioranza ha definito il format «fighissimo» e si è divertita a giocare da casa.
L’esordio di “Prima o Dopo?” non è stato solo un successo di pubblico, ma anche un crocevia tra linguaggi diversi. Per molti giovani che seguono Dada e Marcolino su TikTok e Instagram, vederli alle prese con un quiz storico è stato sorprendente e ha generato richieste di nuovi ospiti e crossover con altri creator. La prima puntata dimostra che un gioco costruito su cultura e memoria può diventare virale quanto un audio divertente: mescola curiosità storica, spirito competitivo e calore familiare. Se le prossime sfide sapranno mantenere questo equilibrio e magari ascoltare i suggerimenti di chi desidera tempi più serrati, il format potrebbe diventare un appuntamento fisso per chi vuole imparare divertendosi.
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