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In Your Dreams, la realtà è meglio dei sogni nel cartoon Netflix
Il cartoon Netflix firmato da Alex Wu e Erik Benson
(di Lucia Magi) Non è un caso se l'ultimo cartoon Netflix vi ricorderà i mondi fantastici e le lezioni di vita impartite con dolcezza dei film targati Pixar. 'In Your Dreams', che approda sulla piattaforma, segna il debutto alla regia di Alex Wu, che ha lavorato come story artist in 'Ratatouille', 'WALL-E' e altri titoli, prima di fondare i Kuku Studios a Berkeley, vicino a San Francisco, dove sorgono anche gli studi d'animazione che furono di Steve Jobs. "Nel 2016 ho lasciato la Pixar e ho fondato questa piccola società di animazione - racconta Wu in conferenza stampa a Los Angeles - Abbiamo passato il primo anno a fantasticare su serie e film che avremmo voluto vedere sullo schermo e che nessun altro stava sviluppando. Così è nata l'idea di un lungometraggio ambientato nel mondo dei sogni. Ardito, ma rischioso: dovevamo trovare un modo per ancorare quell'intuizione ad una storia umana, reale. Ho ripensato a un episodio successo quando avevo sei o sette anni. Una mattina mi sono svegliato e ho trovato mia madre alla porta con le valigie pronte. Con dolcezza, ha spiegato a me e a mio fratello che sarebbe andata via per un po'. Noi eravamo sconvolti di paura". Come accade in 'Inside Out', Wu e il co-sceneggiatore Erik Benson, anche lui ex Pixar, creano un mondo simile al nostro, che si schiude in una dimensione parallela. Stevie è una bambina che rimpiange giorni migliori, quando la sua era "come una di quelle famiglie felici che si vedono all'inizio di un film catastrofico" (lo dice lei), ma il suo subconscio le fa intuire che qualcosa non va. Diventa chiaro quando la madre se ne va per un colloquio di lavoro che la porterebbe a vivere lontano, mentre Steve e il fratellino Elliot restano a casa con il padre incapace di spiegare che il matrimonio è in crisi. I due bambini trovano un libro che parla di Sandman, un'entità magica capace di trasformare i sogni in realtà: è la loro occasione. Iniziano a pilotare i propri sogni per raggiungere Sandman e chiedergli di tenere uniti mamma e papà. Dovranno imparare a collaborare, a superare le gelosie e le piccole rivalità tipiche tra fratelli, a non lasciarsi spaventare dagli incubi ma anzi a comprenderne il valore, perché ci rendono più forti, e soprattutto capiranno a loro spese che, prima o poi, dai sogni ci si sveglia, e che la vita reale, pur imperfetta, resta l'avventura migliore che abbiamo. "Questo film parla molto di me. È il mio modo di riconciliarmi con il fatto che la vita non è perfetta e che è piena di caos, ma dentro quel disordine c'è una grande bellezza. Ho cercato di combinare una storia intima e personale ad uno spettacolo fantastico e avventuroso", considera il regista, che continua: "Quando abbiamo iniziato il film, tutti i membri della troupe hanno ricevuto un diario su cui segnare i propri viaggi onirici. Molti sogni rappresentati del film si basano sugli appunti del gruppo. Io, per esempio, sogno spesso di essere nudo in mezzo alla gente o che mi cadano i denti…". Tra la bambina e il fratello c'è un altro personaggio, già virale nella campagna pubblicitaria con cui il gigante dello streaming sta promuovendo il titolo: il pupazzo Baloney Tony. "È una giraffa, ma non ci somiglia. È uno di quei peluche dozzinali che si vincono al luna park, manco troppo ben fatti. Quando eravamo piccoli, io e mio fratello ricevemmo in regalo da nostra zia due orsetti di Natale uguali. Mio fratello macchiò il suo con il sangue dal naso, proprio sul dietro. Nonostante fosse sporco, rovinato e un po' disgustoso, non lo mollava mai. I peluche possono essere puzzolenti, imperfetti e arruffati, ma noi li amiamo lo stesso. Baloney Tony è la metafora che racchiude il film".
S.Gregor--AMWN
