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Giorgio Pasotti, io Eugenio Monti il Rosso Volante fra sport olimpiadi e fair play
In anteprima il film tv Rai sul campione di bob entrato nella storia
'Rosso' per il colore dei capelli, 'volante' perché nessuno come lui sa sfrecciare sulla neve: è nientemeno che Gianni Brera ad attribuire questo soprannome a Eugenio Monti, nato a Dobbiaco nel 1928 e cresciuto nella bellezza delle Dolomiti. Eugenio va veloce: in moto, in auto, con gli amici, con le ragazze. E sugli sci, il suo primo amore: a ventidue anni riesce a battere il grande campione Zeno Colò, ma sarà il ghiaccio con il bob a consegnarlo alla storia, il più medagliato di sempre. E' Giorgio Pasotti a prestare il volto a Eugenio Monti, in Rosso Volante su Rai1 il 23 febbraio (c'è stato un cambio di programmazione dovuto ai palinsesti) ma sarà proiettato in anteprima assoluta il 24 gennaio come film inserito nel programma dell'Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Il Tv movie è stato invece presentato in una conferenza stampa nella sede Rai di via Alessandro Severo a Roma alla presenza del regista Alessandro Angelini, della direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati, di Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura alla Camera, di Pasotti e di Denis Tantucci, che interpreta la moglie Linda Lee, e dei produttori. Una coproduzione Rai Fiction e Wonder Film e Wonder Project, scritto da Silvia Napolitano, Giorgio Pasotti, Valerio Bariletti e liberamente ispirato all'opera letteraria 'Rosso ghiaccio: Eugenio Monti, dietro la leggenda' di Stefano Rotta. Nel cast anche Andrea Pennacchi (Gianni Brera), Stefano Scandaletti (Sergio Siorpaes) e con Maurizio Donadoni (Podar). Pasotti spiega come ha scoperto chi fosse il campione di bob e del perché abbia deciso di interpretarlo in un film tv: "mi fu chiesto in una circostanza di leggere dei passaggi sulla sua storia. È stato un colpo di fulmine a prima lettura, in questi 10 anni ho cercato di provare a trarne qualcosa a teatro fino a quando non mi sono presentato dalla direttrice Ammirati. Che ne è rimasta colpita. Io sono un appassionato di sport, ho fatto arti marziali ad esempio". Confessa: "Alle olimpiadi sia quelle estive che invernali mi commuovo come un bambino perchè emergono discipline di cui nessuno parla. Vivono quattro anni per una medaglia, senza grandi sponsor e enormi sacrifici e fatica, solo per passione. E questa storia meritava di essere raccontata in tv, a un pubblico vasto", aggiunge l'attore. Eugenio Monti, campione di bob, nel 1964 a 36 anni. Ha vinto quasi tutto, ma gli mancava l'Oro olimpico. "Rosso Volante", come lo soprannomina Gianni Brera è deciso quindi a conquistare l'Oro ai giochi Olimpici Invernali di Innsbruck. Realizza un tempo eccezionale, ma durante la gara si accorge che il rivale Tony Nash ha perso un bullone e gli dà il suo. Un gesto di grande lealtà sportiva che permette agli inglesi di vincere l'Oro. Un gesto che Monti, dopo qualche polemica, spiegò con la frase: "Nash ha vinto perché è andato più veloce". Per l'eccezionale esempio di fair play, il Comitato Olimpico Internazionale premia Monti con il trofeo Pierre De Coubertin. L'episodio del bullone è il punto di partenza di un racconto che ripercorre i quattro anni che portano Monti a vincere l'agognata medaglia d'Oro alle Olimpiadi di Grenoble nel 1968.
Ch.Kahalev--AMWN
