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A bordo del Castorone: i tubi del gas a 3000 metri
Siamo saliti a bordo del Castorone, una delle navi posatubi più avanzate al mondo, ormeggiata temporaneamente nel porto di Trieste per manutenzione prima di riprendere le operazioni nel Mediterraneo. Proprietà di Saipem, questa imbarcazione di 330 metri è capace di posare tubi per il trasporto di gas fino a 3000 metri di profondità, un’impresa che unisce ingegneria estrema e tecnologia d’avanguardia.
Il Castorone opera con un sistema S-lay e J-lay, permettendo la posa di condotte in fondali marini di varia profondità. A bordo, tubi d’acciaio lunghi 12 metri vengono caricati, saldati in sezioni da 36 metri nella “firing line” – la linea di assemblaggio – e calati in mare attraverso una rampa articolata o una torre verticale. Un braccio meccanico, assistito dal Dynamic Positioning System (DPS), mantiene la nave stabile anche in condizioni avverse, mentre i tensionatori evitano che il tubo si spezzi sotto il peso e la pressione. Tra i record della nave spicca la fune d’acciaio più lunga del mondo, premiata dal Guinness World Records.
Abbiamo visitato la sala comandi, dove ogni movimento è monitorato in tempo reale, e la “firing line”, cuore pulsante dell’operazione. Qui, i tubi vengono rivestiti di resine anticorrosive prima di essere immersi, creando gasdotti che possono estendersi per centinaia di chilometri, come il Nord Stream o il TAP. “È un lavoro di precisione millimetrica”, spiega il capitano Marco Rinaldi. Il Castorone ha contribuito a progetti globali, dall’Angola al Golfo del Messico, dimostrando l’importanza strategica di queste infrastrutture per l’energia mondiale.
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